Dalla combinazione delle grandi passioni di sempre; le immersioni subacquee, l’alpinismo e la storia, è nata da anni la curiosità di esplorare le fresche (…) acque dei laghetti alpini, alla ricerca di nuove emozioni.
Insieme agli amici di sempre e fidati compagni d’immersione, tra i quali cito, lo scrivente Egidio Roncon (TSA Instructor Trainer), Luca Perondi (TSA Instructor Trainer), Roberto Stecchi (TSA Instructor), Marco d’Antonio (TSA Diver), Kevin Roncon (TSA Diver), abbiamo iniziato a programmare seriamente delle esplorazioni atte a scoprire gli affascinanti segreti di alcuni specchi d’acqua in quota sulle alture di Svizzera, Lombardia e Trentino. Pianificando di volta in volta le difficoltà logistiche e di trasporto delle attrezzature sino ai punti d’immersione, e ricevuti i consensi da parte delle autorità locali, necessari in certe zone, abbiamo intrapreso una serie di immersioni che ci hanno permesso di apprezzare gli habitat particolari e le tracce storiche che spesso vengono celate in questi luoghi.Alcuni di questi laghetti si trovano in prossimità di zone che furono teatro di conflitti bellici, in particolare della Grande Guerra (1915 – 1918), ed in alcuni siti se ne possono ancora trovare tangibili tracce. Resti di reticolati, utensili da lavoro utilizzati per scavare trincee e per consolidare le postazioni, frammenti di divise, scarponi, componenti di armi, munizioni e proiettili d’artiglieria. Ovviamente vige l’obbligo, di legge e morale, di non prelevare nulla ma di osservare ed eventualmente portare con se solo fotografie degli oggetti rinvenuti, che oltre ad essere potenzialmente pericolosi, vanno lasciati in loco per preservare quello che può essere definito una sorta di museo naturale che da oltre novant’anni si cela in questi ambienti affascinanti, dando memoria al fortunato visitatore, della storia e dei sacrifici compiuti da quei soldati che qui eroicamente combatterono, dove lo spirito di sopravvivenza permetteva di superare, a volte, le severe condizioni ambientali e climatiche, oltre agli orrori della guerra.
Nell'arco alpino ci sono molti specchi d'acqua in cui poter fare immersioni. Ci sono i laghi pedemontani con delle quote vicine al livello del mare ed altri laghi decisamente da considerare alpini, con delle quote che variano da 1000 a 3000 metri e più con tutt’altre caratteristiche ed eventuali difficoltà. A differenza di un’immersione in mare, una nei laghi montani può essere da una parte più semplice e dall'altra più complessa. La temperatura dell’acqua, con valori che si aggirano mediamente attorno ai 4° C, è tale da richiedere attrezzature dedicate.
Nello specifico, il fattore da tenere maggiormente in considerazione è il freddo. Si utilizzeranno pertanto mute stagne, con sottomuta di adeguato spessore che garantiscano protezione contro l’ipotermia. Gli erogatori, montanti su rubinetterie separate – no octopus (per motivi di ridondanza legati a una maggior sicurezza del sommozzatore), saranno dotati di dispositivi anti freeze. Gli accorgimenti ed adattamenti alla normale configurazione sono vari e rientrano nel programma di appositi corsi di specialità che JVB eventualmente propone. Un’altra particolarità dell’immersione in quota è data dalla difficoltà, a volte, nel raggiungere il punto d’immersione. Spesso si ha la possibilità di utilizzare funivie o mezzi fuoristrada (previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni dagli enti competenti di zona), ma quasi sempre l’ultimo tratto dell’avvicinamento viene condotto con il materiale in spalla, con difficoltà e fatica fisica variabili in funzione della praticabilità e della pendenza delle vie d’accesso e dell’altitudine.
Oltre i 700 metri di quota, l'immersione viene considerata in altitudine in virtù dei diversi tempi di reazione ed adattamento del nostro organismo ai processi metabolici di assorbimento e scambio gassoso conseguenti alla riduzione della pressione ambiente.
La differenza di pressione che c'e' in quota causa una serie di differenze nel calcolo dell'immersione e delle eventuali deco da effettuare.
La velocità di risalita dovrà essere più lenta e le tappe di decompressione saranno più vicine alla superficie.
Un'immersione che viene effettuata senza raggiungere la saturazione all'ambiente esterno dovrà essere considerata come se si avesse un'altra immersione sulle spalle (sovrasaturazione).
Il Nucleo Sommozzatori JVB si propone di organizzare, per chi volesse intraprendere questo tipo di attività tecnica altamente appagante, dei corsi per immersione in alta quota e sotto al ghiaccio, con rilascio di brevetti di specialità Trimix Scuba Association.
Requisiti di Ammissibilità ai corsi
Immersioni in alta quota
Richiesto brevetto di SSRT2*30 m o SSR2*30 m o equivalente di altre Organizzazioni riconosciute (Advance).
Certificato medico che attesti l’idoneità alla pratica delle attività subacquee, in corso di validità annuale
Aver effettuato almeno 20 immersioni dopo il conseguimento del Brevetto di 2° livello 30m, certificate su log book.
Abilitazione:
il Corso si propone di fornire all'Allievo gli elementi e le nozioni sia teoriche che pratiche sulla programmazione delle immersioni in altitudine.
Immersioni sotto al ghiaccio
Richiesto brevetto di SSRT2*30 m o SSR2*30 m o equivalente di altre Organizzazioni riconosciute (Advance).
Certificato medico che attesti l’idoneità alla pratica delle attività subacquee, in corso di validità annuale.
Aver effettuato almeno 20 immersioni dopo il conseguimento del Brevetto 30m di 2° livello, certificate su log book.
Abilitazione:
il Corso si propone di fornire all'Allievo gli elementi e le nozioni sia teoriche che pratiche per la costruzione dei campi di immersione e l'effettuazione in sicurezza delle immersioni sotto il ghiaccio, introducendo l’utilizzo di alcune tecniche tipiche dell’immersione speleo subacquea.
Per informazioni:
+ 39 333 4281853